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L'Ex-colonia marina Vittorio Emanuele III: simbolo della storia (e delle contraddizioni) del Lido di Ostia - Visit Ostia Antica
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Visit Ostia Antica / A spasso nella storia tra Ostia e Fiumicino  / L’Ex-colonia marina Vittorio Emanuele III: simbolo della storia (e delle contraddizioni) del Lido di Ostia
12 Dic

L’Ex-colonia marina Vittorio Emanuele III: simbolo della storia (e delle contraddizioni) del Lido di Ostia

Visita guidata per formativa, 8 dicembre 2019

L’8 dicembre 2019 è stata una giornata speciale. In molti infatti ci hanno seguito in una iniziativa fuori dal comune: una visita guidata sulla storia del Lido di Ostia attraverso l’architettura di uno dei suoi edifici più iconici, l’ex-colonia marina Vittorio Emanuele III. Ci hanno accompagnato le voci di due protagonisti della  storia di Ostia: Paolo Orlando e Sergio Citti. Due uomini agli antipodi, entrambi però fondamentali per capire questo territorio. L’iniziativa si inserisce nel quadro di una serie di eventi gratuiti del progetto #Contemphumanity (a cura della Compagnia teatrale Valdrada), che è parte del programma di #ContemporaneamenteRoma 2019, promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

Ostia Lido, X Municipio del Comune di Roma, affaccio della capitale d’Italia sul Mediterraneo, negli ultimi anni è balzata agli onori delle cronache soprattutto in qualità di periferia degradata. Ma Ostia è più di questo, e la sua storia, seppur recente, lo dimostra.

Se al 1908 risale il primo Piano Regolatore della borgata marittima denominata Ostia Nuova (approvato ma mai applicato), è nel 1916 che un nuovo Piano Regolatore venne elaborato e quindi, con tante modifiche, lentamente realizzato nei decenni successivi. Il modello era quello della città-giardino, rispettosa dell’andamento dunale del paesaggio, con edifici bassi e molti spazi verdi. Da un lato stava il quartiere popolare, situato nelle immediate vicinanze della futura stazione ferroviaria elettrica Roma-Lido (1924) e incentrato su di un sistema di strade e piazze dotate di attrezzature turistico-ricettive; dall’altra il quartiere del parco, destinato alla costruzione di villini di carattere signorile. Le parole d’ordine erano: decoro, tranquillità e spensieratezza.

Con il Piano Particolareggiato di Ostia Lido, scaturito dal Piano Regolatore di Roma del 1931, però, Ostia perse la sua funzione originaria di centro balneare e turistico. Secondo Mussolini, Ostia doveva diventare a tutti gli effetti un quartiere di Roma, che avrebbe così avuto il suo affaccio sul mare.

La Seconda Guerra Mondiale non risparmiò il litorale romano, dove i tedeschi temevano potesse avvenire lo sbarco alleato. Moltissimi furono gli edifici di pregio distrutti, come la stazione dei treni progettata da Marcello Piacentini (gemella della stazione di Porta San Paolo), o il celebre stabilimento balneare Roma. Poi la breve rinascita come centro per i “turisti della domenica” negli anni ’50 e ’60 e infine la speculazione edilizia degli anni ’70 e ’80.

L’ex-colonia marina Vittorio Emanuele III riassume perfettamente la storia di Ostia e le sue contraddizioni. Progettata dall’architetto Vincenzo Fasolo e inaugurata alla presenza della Regina Elena nel 1932, si trattava di una struttura enorme (16.000 mq), complessa, completa di refettori, cucine, sale svago e di 410 posti letto per ospitare bambini tra i 5 e i 12 anni che avevano in famiglia casi di tubercolosi e avevano bisogno di alloggiare in un ambiente salubre, sotto l’occhio vigile delle Suore della Carità di San Vincenzo e la supervisione dell’Ufficio d’Igiene del Governatorato. Qui i bambini potevano godere delle cure elioterapiche, nonché di 4 pasti abbondanti al giorno.

Durante la guerra, la colonia fu prima occupata e quindi parzialmente distrutta dalle truppe del Reich nel 1943. Negli anni ’50, con la ristrutturazione, cominciò la seconda vita del complesso, divenuto collegio per i figli delle famiglie più bisognose della capitale, fino al 1983.

Oggi la colonia ospita importanti istituzioni della cultura romana, come la biblioteca “Elsa Morante” e il Teatro del Lido, ma è in parte occupata da famiglie indigenti e niente affatto valorizzata in quanto edificio di valore storico.

Il nostro tour performativo ha ripercorso questa storia breve eppure complessa, attraverso la voce di due personaggi chiave: l’Ing. Paolo Orlando, fondatore e presidente del “Comitato Pro Roma Marittima” (1904), e Sergio Citti, che proprio ad Ostia dedicò il suo primo film (1970), considerato da molti un capolavoro  dimenticato. Il primo ci ha raccontato del sogno di Ostia Moderna, quando sul lido non esisteva nulla e le possibilità erano infinite; Citti ci ha invece immersi – con il tocco del grande artista attento alle mille sfumature dell’animo umano -, nelle miserie di una la periferia abbandonata a sé stessa. Spunti di riflessione che ci invitano ad interrogarci sul presente di Ostia e, soprattutto, sul suo futuro.

Stefania Gialdroni

Visit Ostia Antica

Redazione dell'APS VISIT OSTIA ANTICA The VISIT OSTIA ANTICA editorial staff