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10 cose da fare a Ostia e Fiumicino - Visit Ostia Antica
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11 Giu

10 cose da fare a Ostia e Fiumicino

Il Litorale romano è da sempre meta del fine settimana per i romani, soprattutto d’estate. Non tutti sanno però che Ostia e Fiumicino offrono molto di più dei soli stabilimenti balneari. Esistono luoghi sorprendenti e ricchi di fascino che possono essere visitati anche in questo periodo in cui gli spostamenti sono ancora limitati. Ecco la nostra top ten delle cose da fare a Ostia e Fiumicino. Se volete visitare queste bellezze con noi, scriveteci a: visitostiaantica@gmail.com

  1. Visitare gli scavi di Ostia Antica e il Castello di Giulio II

Il sito archeologico di Ostia Antica è considerato uno dei più grandi del mondo. Fondata, secondo le antiche fonti, dal quarto re di Roma Anco Marzio per controllare la foce (Ostium) del Tevere e le adiacenti saline, Ostia è stata per secoli il porto fluviale di Roma, crocevia di merci, culture, lingue, etnie e religioni. Lo straordinario stato di conservazione del sito permette di fare letteralmente un viaggio nel tempo. Si può passeggiare lungo il decumano fiancheggiato da negozi e botteghe artigiane, entrare nelle insulae (veri e propri condomini dove viveva la maggior parte della popolazione romana), ammirare mosaici perfettamente conservati (come quelli delle Terme di Nettuno), esplorare misteriosi mitrei, osservare l’ingegnoso sistema delle latrine pubbliche e molto altro ancora. Il tutto immersi in un vero e proprio giardino dominato da imponenti pini domestici. E, nelle calde estati romane, assistere ad uno spettacolo nell’antico teatro è un’esperienza indimenticabile. Un sito facilmente raggiungibile in macchina o con il trenino Roma-Lido dalla stazione di Piramide. E accanto al sito archeologico si trova un altro gioiello, il borgo rinascimentale di Ostia Antica, dominato dal Castello che porta il nome di un papa importante come Giulio II e impreziosito dalla deliziosa Basilica di Sant’Aurea.

Scavi di Ostia Antica, veduta del Foro. Foto di #VisitOstiaAntica

2. Passeggiare nella Pineta di Castel Fusano (lungo l’antica Via Severiana)

Pochi sanno che il Parco urbano della Pineta di Castel Fusano, che dal 1996 fa parte della Riserva naturale del Litorale romano, è l’area verde più ampia di Roma. Per secoli, a dominare questa zona, è stata la macchia mediterranea. Fu solo all’inizio del 1700 che la famiglia Sacchetti piantò nell’area circa 7000 pini domestici oltre a lecci, olmi, pioppi e salici. All’interno della pineta, non lontano dal Canale dei Pescatori, sorge infatti la dimora storica della famiglia, la Villa Sacchetti-Chigi, risalente alla prima metà del XVII sec., realizzata su disegno di Pietro da Cortona e in parte da lui stesso affrescata. La pineta è attraversata da alcune strade asfaltate, chiuse però al traffico. Queste grandi arterie immerse nel verde sono il luogo ideale dove correre, andare in bicicletta, portare i propri amici a quattro zampe a fare una passeggiata. Viale Mediterraneo, in particolare, è un luogo pieno di vita, soprattutto durante il fine settimana, e percorrendolo tutto si arriva al mare e alla stazione del trenino Roma-Lido. La pineta ospita anche straordinarie testimonianze archeologiche. Innanzitutto lunghi tratti della Via Severiana, il tracciato viario  frammentario che, seguendo la linea di costa, univa Ostia ad Anzio e Terracina e che l’imperatore Settimio Severo fece unire e lastricare tra la fine del II e l’inizio del III sec. d.C. Tale strada serviva anche da collegamento tra le diverse ville marittime che i patrizi romani si erano fatti edificare proprio di fronte al mare. Importanti resti di una di esse sono ancora visibili. Si tratta della cosiddetta “Villa di Plinio”, a lungo erroneamente attribuita a Plinio il Giovane (che descrisse dettagliatamente i grandi pregi della sua villa “Laurentina” in una celebre lettera all’amico Gallo), che invece sembra appartenesse al grande oratore Quinto Ortensio Ortalo. E’ chiamata anche “Villa della Palombara”, a causa della presenza di un grande leccio usato per la caccia ai piccioni selvatici (palombi). A poche decine di metri dal peristilio della villa, si possono infine osservare le fondamenta di una piccola basilica paleocristiana. Nel complesso, un luogo incredibilmente suggestivo, facilmente accessibile e ideale per le famiglie. 

La Via Severiana nella Pineta di Castel Fusano. Foto di #VisitOstiaAntica

3. Fare il bagno a Capocotta 

Oltre la linea ininterrotta degli stabilimenti balneari, tra la tenuta presidenziale di Castel Porziano e Torvaianica, si estende uno dei tratti di dune meglio conservati d’Italia: è la spiaggia di Capocotta. Percorrendo la Via Litoranea in direzione sud, in macchina o in autobus (partenze dalla stazione Cristoforo Colombo del trenino Roma-Lido), si può accedere a questa immensa spiaggia attrezzata dai cosiddetti “cancelli”. La spiaggia di Capocotta è stata protagonista di innumerevoli film. Uno di quelli che è sicuramente nel cuore di molti è “Troppo forte” di Carlo Verdone. Il film risale al 1986 ma la spiaggia, a distanza di più di trent’anni, è rimasta inalterata. Nella scena (che potete rivedere cliccando QUI), si vede anche un personaggio tipico di queste spiagge: il “tellinaro”, ovvero il pescatore di telline. Se ne possono vedere ancora oggi, in tutto il tratto da Ostia a Torvaianica, camminare a pochi metri dalla riva con il loro retino professionale che “setaccia” le telline sul fondo sabbioso. Proseguendo in direzione Torvaianica si arriva all’Area naturale marina protetta delle Secche di Tor Paterno, un vero e proprio paradiso per immersioni e snorkeling che mai ci si aspetterebbe di trovare a pochi kilometri da Roma.   

Carlo Verdone a Capocotta nel film “Troppo forte” del 1986. Fonte: web.

4. Mangiare il pesce a Fiumicino

Questo è davvero un classico: mangiare il pesce a Fiumicino, in particolare in uno dei moltissimi ristoranti che si susseguono lungo il canale (il “piccolo fiume” che dà il nome al comune), che poi non è altro che il prolungamento dell’antica Fossa Traiana, fatta costruire dall’Optimus Princeps quando, nel 112 d.C., decise di edificare il nuovo porto marittimo. E’ Fiumicino, non Ostia, ad ospitare il mercato ittico della zona ed è lungo il canale che si affollano i numerosi pescherecci che ogni giorno portano il pesce fresco alle porte di Roma. Dai chioschetti dove gustare cartocci di frittura di calamari ai ristoranti più sofisticati, Fiumicino accontenta davvero tutti i gusti! 

Canale di Fiumicino. Foto di #VisitOstiaAntica

5. Visitare i Porti imperiali di Claudio e Traiano 

Non tutti sanno che il Parco archeologico di Ostia Antica comprende anche due aree archeologiche dislocate nel comune di Fiumicino, altrettanto impressionanti per lo straordinario stato di conservazione. Si tratta dei Porti imperiali di Claudio e Traiano e della Necropoli di Porto. L’ingresso alla prima area archeologica si trova sulla Via Portuense, esattamente sotto il Viadotto dell’Aeroporto. Quando Roma, sconfitti prima i Cartaginesi e poi i pirati, divenne la regina incontrastata del Mediterraneo, gli imperatori decisero che il porto fluviale di Ostia era troppo scomodo e piccolo e che il porto marittimo di Puteoli (oggi Pozzuoli) era troppo lontano. Prima Claudio e poi Traiano realizzarono quindi una nuova area portuale, Portus, lungo una costa sabbiosa e ventosa: un’impresa ritenuta a lungo impossibile. Traiano però poteva contare su un vero genio dell’architettura antica, quello stesso Apollodoro di Damasco che negli stessi anni progettava il rifacimento del Pantheon e che a Portus realizzò un sorprendete bacino artificiale esagonale, a tutt’oggi quasi intatto, attualmente all’interno della tenuta della famiglia Sforza-Cesarini, dove è stato realizzato un resort con impianto termale (Oasi di Porto). Il bacino si può ammirare da una terrazza situata nella parte pubblica di Portus dove, immersi nella natura, sono preservati soprattutto magazzini: enormi strutture di laterizi che per secoli hanno conservato le merci provenienti da ogni angolo dell’impero

Portus: Le “Colonnacce”. Foto di #VisitOstiaAntica

6. Visitare la Necropoli di Porto

Da una traversa della Via dell’Aeroporto si accede invece alla Necropoli di Porto, un piccolo sito archeologico dall’incredibile fascino, in cui diverse file di tombe si dispiegano ai lati di un tratto perfettamente conservato della Via Flavia-Severiana. Tombe a cella (con o senza recinto), a cassone, alla cappuccina o anche semplici anfore per contenere le ceneri. Numerosissime le epigrafi e i bassorilievi che ci raccontano non solo la morte, ma anche la vita, di persone comuni vissute duemila anni fa: la levatrice, il fabbro, l’acquaiolo e il mugnaio sono solo alcuni dei personaggi che si possono “incontrare” nella “città dei morti” dell’Isola Sacra. Come necropoli romana a cielo aperto questa di Porto è certamente una delle meglio conservate, anche perché è stata riscoperta solo negli anni ’20 del Novecento, dopo essere stata completamente sommersa dalle dune e dimenticata per secoli.

Necropoli di Porto (o dell’Isola Sacra). Foto di #VisitOstiaAntica

7. Visitare Tor San Michele e il Parco Letterario Pier Paolo Pasolini

Che lo si ami o lo si odi, Pier Paolo Pasolini è stato senza ombra di dubbio uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento, la cui tragica morte lascia ancora sbigottiti. Nella zona dell’Idroscalo, non lontano dal nuovo Porto Turistico di Ostia, proprio nel luogo in cui il poeta è stato barbaramente assassinato, è stato realizzato un Parco Letterario, oggi gestito dall’adiacente Oasi LIPU (Centro Habitat Mediterraneo), un altro dei tesori nascosti di questo territorio. Il Parco Letterario sorge a pochi metri da un monumento importante eppure ancora in attesa di valorizzazione: Tor San Michele. Quando, nel 1557, una terribile alluvione cambiò per sempre il corso del Tevere, trasformando l’area del borgo di Ostia Antica in una palude malarica, lo Stato Pontificio decise di edificare un nuovo fortilizio, che svolgesse le funzioni di controllo doganale e militare del Castello di Giulio II, edificato solo una cinquantina di anni prima. Il progetto di questa torre costiera di avvistamento è attribuito a Michelangelo, ormai alla fine dei suoi giorni. Fu ancora utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale, prima dalle forze italo-tedesche e poi dagli Alleati, come faro e torre di avvistamento. Da allora, pur essendo stata oggetto di innumerevoli progetti di valorizzazione, versa in uno stato di totale abbandono. Ciononostante tutta la zona, per le testimonianze storico-artistiche antiche e moderne che conserva, nonché per la presenza dell’Oasi LIPU, vale certamente una visita. 

Tor San Michele. Foto di #VisitOstiaAntica

8. Visitare il Borghetto dei Pescatori (e mangiare gli spaghetti con le telline)

Percorrendo il Canale dei Pescatori a Ostia Lido, a pochi decine di metri dal mare, si trova il Borghetto dei Pescatori, un piccolo insediamento composto da sei case a due piani disposte attorno ad una statua di San Nicola, patrono dei naviganti. Il borgo venne realizzato in tempo record nel 1932, a quanto pare grazie all’intercessione presso Mussolini di Margherita Sarfatti, che aveva preso a cuore il destino di alcune famiglie di pescatori le cui baracche stavano per essere smantellate a causa del prolungamento del Lungomare Duilio negli anni in cui Ostia si stava sviluppando ad un ritmo accelerato. Oggi il Borghetto è una zona pedonale che nelle sere d’estate si riempie di gente che si ferma qui a mangiare un gelato e a chiacchierare. Da oltre cinquant’anni il Borghetto ospita uno degli eventi più amati del Litorale: la Sagra della Tellina. Per una settimana circa, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, migliaia di persone si incontrano qui per gustare gli spaghetti con le telline ma anche per assistere a concerti, partecipare a concorsi letterari e molto altro ancora. Da non perdere! 

Il Borghetto dei Pescatori. Foto reperita online su www.litoraleonline.it.

9. Passeggiare al Porto Turistico 

Per molti anni l’unica zona “portuale” di Ostia è stata la piccola darsena alla foce del Canale dei Pescatori, proprio di fronte al Borghetto. Solo a partire dagli anni ’90, nell’ambito di un ampio progetto di riqualificazione della zona dell’Idroscalo, è stato realizzato il nuovo Porto Turistico che oggi ospita più di 800 posti barca e decine di negozi e ristoranti. Il porto ha subito alterne vicende, ma rimane una zona dove è sempre piacevole passeggiare e che, in particolare d’estate, prende vita. Negli ultimi anni il Porto Turistico è stato scelto come una delle location dell’iniziativa Cinema in Piazza”, a cura dei ragazzi del Cinema America. Il luogo è ideale: lontano dai rumori della città, su una terrazza in riva al mare sempre rinfrescata da una piacevole brezza, gli amanti del cinema all’aperto hanno potuto godere negli ultimi anni di proiezioni gratuite, di programmi di grande qualità e dell’intervento di alcuni tra i protagonisti del cinema italiano contemporaneo, da Pierfrancesco Favino a Paola Cortellesi. 

Il Porto Turistico di Ostia. Foto reperita online su www.portoturisticodiroma.it.

10. Visitare l’Ecomuseo del Litorale Romano

Ostia è celebre per la sua storia antica ma c’è un’altra storia, più recente, che merita di essere raccontata. E’ la storia dei braccianti ravennati che, a partire dal 1884, bonificarono (spesso a costo della vita) le paludi malariche alla foce del Tevere, rendendo possibile la rinascita di Ostia. Al grido di “pane e lavoro”, spinti da una crisi agricola che aveva ridotto i braccianti romagnoli alla fame, in venti anni i bonificatori ravennati riuscirono nell’impresa in cui lo Stato Pontificio aveva fallito: rendere abitabili e coltivabili ampie porzioni dell’Agro romano. L’epopea dei cosiddetti “scariolanti”, organizzati in una cooperativa, è raccontata in un piccolo ma prezioso museo, realizzato all’interno dell’Impianto idrovoro della Longarina (Ostia Antica) e oggi dotato di un secondo polo presso il Castello di San Giorgio a Maccarese (Fiumicino). Un’impresa resa possibile grazie alla passione e all’incrollabile tenacia di Paolo Isaja e di Maria Pia Melandri, fondatori della Cooperativa Ricerca sul Territorio che, nel corso degli anni, ha realizzato moltissime pubblicazioni e documentari sulla storia antica e recente del Litorale.  

Ecomuseo del Litorale Romano. Foto di Riccardo Pieroni, per gentile concessione della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio

Stefania Gialdroni

Visit Ostia Antica

Redazione dell'APS VISIT OSTIA ANTICA The VISIT OSTIA ANTICA editorial staff